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ESENCIA | ESSENZA | Cristina Arribas González

APARICIONES


Mismo gesto

Mismo amor

Espacio de mimbre

Aquí dentro

Raíces

En medio de vuestra luz

Cicatrices de oscuridad

Ya no somos rastro de nada

Madriguera

A las afueras del cilindro mágico

Cantan al unísono

Pequeñas y celestes estrellas

Sois mágicamente galácticas

Cruzáis el cielo

Y yo os adoro


CRIATURAS SOFISTICADAS 


Endiablada forma

De raíces detenidas

Inteligencia

Acto de desvelos

Erguirse sobre el hombre

Entonadas

Sonáis más allá de ellos

No puedo

Devolveros el recuerdo

Llegan como luz en el precipicio

Llamaremos como fuegos

De espirituales ecos

Ellas llegan con su mística voz

Abrazan los lenguajes

Son sonidos

antiguos


CRECIENDO


Mi amor soy yo creciendo

En la hendidura de tus pies

Hundiéndome como un espacio

Infinito hacia el amor

Vocalizando

Me quedaré encerrada oyendo

Como una caja sonora

Si mi cielo te encontrara

Bajaremos como cielos caídos

De irresistibles gestos

Al sueño dorado

Tú me cantas

Mediocre mundo de luz

Y nos adornamos con fuerzas

Que vienen del camino

Galáctico de las estrellas

Aladas


¿DÓNDE VAN TUS PLUMAS?


Dice que el corazón está muerto

Que a dónde van tus plumas

Lo dice mientras se marchita

Aquí se llega al otro lado del laberinto

Entran en tropel

Ruinas de angustia

Aquí palpita

la incertidumbre

Pidiendo permiso

Si ves al corazón

pregúntale porqué te has ido

Aquí nos abrazamos

y al mismo tiempo

Venimos


CORAZONES DE FUEGO


A menudo deambulo entre la idea de tu cuerpo

Como fibra de nailon

Que arrulla al amasarla

Te imagino

Encontrando

Esos hilos

En idiomas

Esparcidos en la alfombra

Y delicada

Los sostienes entre tus deditos imaginados

Si el hombre que soy se aferra a la idea delicada

De entrelazados pétalos

Y te regala una rosa

Azul

Como

Hielo

Delicados

Me quedaré oliendo

La emoción invernal

Apretados

En silencios

Sin fin

Sin nosotros

Y me pondré a llorar

*****************


APPARENZE


Stesso gesto

stesso amore

spazio in vimini

qui dentro

Radici

In mezzo alla vostra luce

Cicatrici dell'oscurità

Non siamo più traccia di nulla

Tana

Fuori dal cilindro magico

Cantano all'unisono

Piccole e celesti Stelle

Siete magicamente galattiche

Attraversate il cielo

E vi adoro


CREATURE SOFISTICATE


Forma diabolica

Dalle radici ferme

Intelligenza

atto di risveglio

Ergersi sull’uomo

Intonate

Suonate oltre loro

Non posso

Restituirvi il ricordo

Arrivano come la luce sul precipizio

Arderemo come il fuoco

Di echi spirituali

Arrivano con la loro voce mistica

Abbracciano le lingue

Sono suoni

antichi


CRESCENDO


Il mio amore sono io che cresco

Nella fessura dei tuoi piedi

Affondare come uno spazio

Infinito verso l'amore

Vocalizzare

Resterò chiusa ad ascoltare

come una cassa armonica

Se il mio cielo ti incontrasse

Scenderemo come “cieli caduti”

Di gesti irresistibili

al sogno d'oro

tu canti per me

Mondo mediocre di luce

E ci adorniamo con forze

che provengono dalla strada

delle stelle galattiche

Alate


DOVE VANNO LE TUE PIUME?


Dice che il cuore è morto

Dove vanno le tue piume?

Lo dice mentre appassisce

Qui arrivi dall'altra parte del labirinto

Si affollano

Rovine di angoscia

Qui pulsa

l'incertezza

chiedendo il permesso

Se vedi il cuore

chiedigli perché te ne sei andato

Qui ci abbracciamo

e allo stesso tempo

arriviamo


CUORI DI FUOCO


Vago spesso tra l’idea del tuo corpo

Come una fibra di nylon

Ti culla quando lo impasti

Ti immagino

Trovando

Quei fili

nelle lingue

Sparsi sul tappeto

e delicato

Li tieni tra le tue piccole dita immaginarie

Se l'uomo che sono si aggrappa a un'idea delicata

Di petali intrecciati

E ti regala una rosa

Blu

come

Ghiaccio

Delicati

Resterò ad annusare

L'emozione invernale

stretti

nei silenzi

senza fine

senza di noi

E mi metterò a piangere



Extracciones poéticas, Esencia, 2019, de Cristina Arribas González.

Parole dallo specchio | Cristina Arribas González

 I.

Una voce 

Una voz

Qualcuna

cualquiera

Una voce

Una voz

Parlandomi

hablándome

Una voce attraversata 

Una voz atravesada

Una voce conosciuta

Una voz conocida

Una voz

Cualquiera

Una voz

Una voce aperta 

Al sonno immaginato

Si Chiama una voce

Se llama una voz


II.

Tu 

che vediamo tra le cose immergersi,

cadere fino a rompersi,

alzarsi tra le parole.

Tu 

che vedi il tempo nei miei occhi.

Tu, 

voce in cerca della morte,

per ombre acciuffata nel filo del cammino.

Tu 

che vediamo nella corda dell`eternità

nascosta tra le sue reti.

Tu 

che vedi lo spazio nel mio tatto.

Tu, brusco,

incontro tra il mio volto.

Tu 

che vedo tra le cose immergersi,

cadere fino a rompersi,

alzarsi tra le parole.

Tu 

che vedi il tempo nei miei occhi,

nascosta tra il rumore della coscienza,

soggetta tra tanto abbisso. 

Chiamarti Tu,

è allontanarmi per vederti,

ritornare a me e andartene via,

capiti nella distanza, 

già,

non come un ricordo,


III.

L`Uccello apre le sue ali

al filo di questa piaga.

La mattina si è svegliata

con tutte le sue vite

e la notte si avvicina

al confine di luna.

Nell´ultimo sospiro amato

l' Uccello si copre 

con tutte le sue morti

e mi abbraccia. 

Sento il flusso del suo sangue

incatenato alla parola.

L`Uccello apre le sue ali

tra questo sussurro di morte

dove le piume della mia vita

credono svegliarsi.


IV.

I miei occhi si fermano in questa carta,

guardo il mio volto nel riflesso della finestra,

sento il brusio delle tazze,

il passo della terra,

Il vento.

Un Uccello si ferma nella strada,

lo vedo vicino alla lettera cadente.

-Lui ritorna al suo volo

Mentre io rimango-.

Le mie mani si fermano nel vetro,

credo capire l`eternità nel suo filo.

-Lei ha perso la sua innocenza

lo vedo come mi guarda-.


V.

Sento nostalgia della mia tristezza,

come vola l`eternità 

quando gli uccelli già non sono,

e la tua ferita non ha gabbia?

In questo mare non c`é dove rimanere,

le crepe stanno chiuse,

e il vetro si rompe all`interno.

Le rondini e i corvi

ballano con la loro morte,

insieme a un senso già perso.

Le crepe sono chiuse, 

e il vetro si rompe all`interno,

ma porto tante vite 

che non so chi muore prima.


VI.

La luce si avvicina all’ insonne

E come una stella fuggiasca

il giorno se ne va via.

Il cuore prende il suo sospiro

e già l’amore non sa respirare.

L’insonne cerca la sua vita

-Nel pensiero non c’è sonno-


VII.

Questa mattina il dolore ha perso il suo canto;

il mio petto respira leggero fra la sua frusta.

-Sono una donna che ha dimenticato il suo nome

ma Il dolore conosce il mio-.

Questa mattina mi sono svegliata con un brusio;

gli alberi cercando la ragione del vento,

e le campane dell’ amore nella fermata.

-La finestra sta aperta a tutti

anche Al mio nome-. 


VIII.

Sono dovuta morire per vedere la mia vita cadere

E come un riflesso di speranza la parola diventare

Ho scoperto il suono dell’alba nella morte

Ho visto l’amore di qualcuno soffrire

E la eternità nei suoi occhi

So come è il vento

So come è l’insonnia

So come è stare sveglia e non poter chiudere l’alma

Sono dovuta morire

Lo so

Ho dovuto vivere

Lo so

Sono dovuta essere

Lo so perché il mio nome alla fine sta dietro di me


IX

Sono nuda in un giorno Bianco.

-Ho fatto la vita da me- 

Il mio bambino è una lettera,

sangue innata.

-Lui si è fatto da se-

Sono nuda in un giorno Bianco,

tutto tan buio.

E il tempo.

E questa nostalgia.

-Aiuto per la miseria nulla-


X.

Ho scoperto un mondo dentro lo specchio,

un mondo che ci parla con il suo urlo.

Ho scoperto il nome delle cose,

la vita nascosta tra il suo rumore.

Ho scoperto un mondo dallo specchio.

Sento la libertà della parola,

il senso della realtà persa.

Sento la no-coscienza del oggetto.

Ho scoperto il flusso de la morte,

la stagione del vetro, 

la piuma de la sua voce.

Ho parlato con la ferita del vento.

Ho scoperto come sono,

e il brusio del mio nome

cadere tra questa memoria di voce.


XI.

Porto la ruga d´Aurora nel mio vestito.

-L’impronta del suo vuoto-

Aurora si china nello specchio, 

vedo le sfumature della sua boca,

il brusio del suo naso.

Aurora rimane

fra tutto lo scrito.

Porta la ruga del mio vestito.




Extracciones poéticas en italiano del libro Parole Dallo Specchio, de Cristina Arribas González. Revisión: Alessandro Casu

Extracciones poéticas I | Cristina Arribas González

*Ama per Antonia Pozzi*

 Calla el silencio

Debo corregir los daños

que deja la poesía en ti cuando se transmite

porque silenciosa

mi alma entiende que se precipita

como dentro de un espejo

 

 

Chiudi il silenzio

Devo correggere i danni

che lascia la poesia in te quando si trasmette

perché silenziosa

la mia anima capisce che sta precipitando

come dentro a uno specchio

*

Vivir hasta el final

No es un drama esta soledad hallada,

 la que nos encuentra caminando.

 Amar es el encuentro feliz,

 que se enciende entre nubes de fuego y rastros de necesidad.

Pero existe una razón para sopesar el conjunto amado,

 una soledad donde no haya necesidad de encuentro.

Ser feliz, sin contenerse, sin remordimiento,

que el alma seduzca implacablemente a la razón.

De estar dispuestos a vivir hasta el final sin miedo

Vivere fino alla fine

Non è un dramma questa solitudine trovata.

Quella che ci ritrova a piedi.

Amare è l’incontro felice

che si accende tra nuvole di fuoco e tracce di necessità.

Ma c’è una ragione per soppesare l’insieme amato,

una solitudine dove non c’è bisogno di incontro.

Essere felici, senza trattenersi, senza rimorso,

che l’anima seduce implacabilmente la ragione.

Di essere disposti a vivere senza paura

*

Amar se ama

Amarse es irse cuando el corazón se queda sin hueco

Cuando no hay manos que abracen la reciprocidad encontrada

Amar se va cuando se queda sin huesos

Cuando se acaricia el dolor

Susurros de

al decir te quiero

Amar soy yo

Perdiendo la intensidad de hacerlo

Queriendo apartarme de la secuencia

Que comienza con esa catástrofe de adiós

Amare si ama

Amarsi è andarsene quando il cuore si svuota

Quando non ci sono mani che abbracciano la reciprocità incontrata

L´amore va via quando arrivi all’ estremo.

Quando si accarezza il dolore

Sussurri di…

nel dire ti amo

Amare sono io

perdendo l’intensità nel farlo

Volendo allontanarmi dalla sequenza

che comincia con quella catastrofe di  addii

*

Canción de esperanza

Mi amor es afónico

Comienza a desprenderse de sus voces

A ofrecer su elixir robado

¿A qué hueles?

A tu signo

Canzone di speranza

Il mio amore è afonico

Inizia a staccarsi dalle loro voci

offre il suo elisir rubato

Ma di cosa profumi?

Il tuo segnale

*

La ligereza del amor

En este amor de cantos y luces

Canta con su sufrimiento en sombras

De amor puro

Lo amo cuando  en silencio me descubre

Abierta y desnuda

La leggerezza dell’amore

In questo amore di canti e luci

Canta con la sua sofferenza

nell’ombra del puro amore

Lo amo quando mi scopre in silenzio

 Aperta e nuda

****

 

                   Diálogos de luz y sombras /             Dialoghi di luce e ombre

Somos almas de luz que a nuestros pasos vamos llegando

Desprecia el horizonte porque es en este instante de fin donde finalmente me encuentro

  

 

I

 

¿Por qué les llamé siervos de la luz a los muertos si yo no tengo ancestros?

El cosmos ha hecho que la luz se desprenda de nuestros brazos

Porque las apariencias del cuerpo sin alma son esas

 

 

I

 

Perché li ho chiamati servi ai morti se io non ho antenati?

Il cosmo ha fatto si che la luce si emani dalle nostre braccia

Perché le apparenze del corpo senz’anima son quelle

 

*

 

II

 

La luz del cuerpo se desprende

para provocarse

un vacío de existencias

Es como la luminosidad de la fe,

oscura cuando se prolonga

 

 

II

 

La luce del corpo

si propaga

per provocare un vuoto di esistenze

È come la luminosità della fede,

oscura quando si estende

 

*

 

III

 

Habla de mi conexión infinita

con el idioma de los sueños

Me ha llegado tu mensaje,

estar en el alma

 

 

III

 

Parla della mia connessione infinita

con la lingua dei sogni

Ho ricevuto il tuo messaggio,

essere nell’anima

 

*

 

IV

 

Essere corpo nei nostri visi

Attivare il linguaggio delle piante

Dare alla radice il substrato necessario

Placare il canto

 

 

IV

 

Ser cuerpo en nosotros rostro

Habilitar el lenguaje de las plantas

Darle a la raíz su sustrato necesario

Apaciguar el canto

 

*

 

V

 

Nos llegan las palabras y conversan con nosotros

¿Por eso estamos naciendo por siempre jamás?

Dale a la raíz su sustrato necesario

Sierva de la luz

 

 

V

 

Ci arrivano le sue parole e parlano con noi

È per questo che stiamo nascendo per sempre o mai più?

Dagli alla radice il substrato necessario

Serva della luce

 

*

 

VI

 

¿Es La forma en la que la luz nos llega no de estos mundos?

Hay una realidad cuántica en las personas que se van

Ellas permanecen en nosotros como un magnetismo de esferas

Hacerse el amor es ramificarse

Seres raíces

 

 

VI

 

È così che la luce viene a noi, non da questi mondi?

C’è una realtà  quantica nelle persone che se ne vanno

Esse rimangono in noi come un magnetismo di sfere

Fare l’amore è ramificarsi

Esseri radici

 

*

 

VII

 

¿Entenderse en la profundidad del sustrato?

Sustraerse

En las sombras se está

A la vida se llega después de ella

A la muerte no se llega,

se está

Nosotros moriremos

después de ella…

 

*

 

VII

 

Interdersi nella profondità dell’essenza

Sottrarsi

Stiamo nelle ombre

Alla vita si arriva dopo di lei

Alla morte nos sin arriva

Si sta

Noi moriremo

Dopo di lei…

 

*

 

VIII

 

A nuestra luz quiero pintar

Ver la luz que de dentro hacia fuera se detiene

Esclarecer el idioma

Nosotros a la luz somos una fracción con palabras

Darle a la luz su sustrato necesario

El amor

Crecer en firmamento

Apaciguar el canto

 

 

VIII

 

Voglio dipingere la nostra luce

Vedere la luce che dall’interno verso l’esterno si trattiene

Schiarire la lingua

Noi alla luce siamo come una frazione di parole

Dare alla luce il valore necessario

L’amore

Crescere nel firmamento

Placare il canto

 

*

 

IX

 

Amas sus formas

Respetas su lugar

Eres la sierva de la luz

y tus sombras te deshabitan

te desenamoran

te desconocen

 

 

IX

 

Amate le sue forme

Rispetta il suo posto

Sei la serva della luce

E le tue ombre ti svuotano

Non ti amano più

Non ti riconoscono

 

*

 

X

 

Eres la sierva de la luz,

y  los hombres

que ya no se habitan

que ya no se extinguen

Te iluminan

por siempre

 

*

 

X

 

Sei la serva della luce

E gli uomini

Che non si ritrovano

Che non si estinguono

Ti illuminano

Per sempre

 

****

                 La luz del silencio

 

(Creo que voy a desobedecer al intelecto

Escribiendo algo opuesto a la visión poética)

 

La palabra

 

Material que ya olvido

Entre lugares manchados

con promesas que ya mi mente es incapaz de atrapar

Serán los años que en misterio

cubrí con falta de ellos

Ya no me salen igual

no me resisto a los deseos

ya no los quiero

Porque las noches vendrán de paso

sin distinguirse de sus mañanas

Como la muerte

Ese es el mayor espectáculo escrito

Desobediencia al ritual

Amor ya dentro

Nada de escenificar

Nada de gritos

Un silencio atronador

Lo cambio

Lo que antes era primero

Ahora va muriendo después

Se van muriendo lo que antes llevaba dentro

No es pena

Perder esas vidas

que yo no invité

Es vida

El cuerpo

 

Detrás del telón

Estoy yo

Perdiendo el instante

Me muevo, pero ya no estoy yo

He cambiado de escenario

Hay un vacío inmenso

Un color

El negro

Y la luz de mis ojos

Recuerdo haberme prologando como un sueño

En lugares que antes eran lo mismo

Dejó de sonar mi mente

Se quedó en silencio

Le grité tanto al silencio

Palabras borbotones

Allí en la bañera

Dentro

Cuerpo delicado

Confiesa que hace mucho de eso

 

El hogar

 

Quédate para escuchar las campanas

ya no suenan

ya no se escriben postales

Guardo la tuya

en mi cajón colgado

Tengo que irme muy lejos

para sentir alguna vibración

todo lo que mi mano olvidó

Temblor del hogar

 

 

Los adornos


Algo que se margina

muy por encima de la oscuridad

Es la realidad

Imagina que ya no existo

Tú tampoco lo harías

Hemos ido demasiado lejos

Tú y el silencio

Ya no me acuerdo de cómo te llamas

Sí de cómo te llamaba

Arrogancia

Soberbia

Narcisismo

La mejor manera de visitar lo prometido

 

 

Los títulos

 

Recuerda que los vivos

Siempre se pierden antes

de recordarse

Antes de fingir desconocerse

Antes de olvidar

Amarse

**********************

 

 

La luce del silenzio

 

(Penso che disobbedirò all'intelletto

Scrivendo qualcosa di opposto alla visione poetica)

 

La parola

 

Materiale che già dimentico

Tra luoghi macchiati

con promesse che già la mia mente non riesce a cogliere

Saranno gli anni che misteriosamente

coprì con la loro stessa mancanza

Già non risultano più gli stessi

Non resisto più ai desideri

Non li voglio più

Perché le notti passeranno

Senza distinguersi dalle loro mattine

come la morte

Questo è il più grande spettacolo scritto

Disobbedienza al rituale

Amore già dentro

Niente da inscenare

Niente grida

Un silenzio assordante

lo cambio

Ciò che prima era in primo piano

Ora muore dopo

muore ciò che prima portavo dentro

sta morendo

Non è una vergogna

Perdere quelle vite

che non ho invitato

È vita

 

Il corpo

 

dietro le quinte

ci sono io

Perdendo il momento

Mi muovo ma non ci sono più

Ho cambiato scenario

C'è un vuoto immenso

un colore

Il nero

e la luce dei miei occhi

Ricordo che si prolungava come un sogno

 

In posti che prima erano gli stessi

La mia mente ha smesso di risuonare

Rimase in silenzio

Ho urlato così tanto al silenzio

parole prorompenti

Lì nella vasca

Dentro

corpo delicato

Confessa che lo fa da molto tempo.

 

La casa

 

Rimani ad ascoltare le campane

non suonano più

non si scrivono più cartoline

Conservo la tua

nel mio cassetto sospeso

Devo andare molto lontano

per sentire qualche vibrazione

tutto ciò che la mia mano ha dimenticato

Tremore domestico

 

 

Gli ornamenti


Qualcosa che viene emarginato

molto al di sopra dell'oscurità

È la realtà

Immagina che non esisto più

neanche tu lo faresti

siamo andati troppo oltre

Tu e il silenzio

Non ricordo più come ti chiami

Sì, come ti chiamava

Arroganze

superbia

Narcisismo

Il modo migliore per visitare ciò che è stato promesso

 

 

I titoli

 

Ricorda che i vivi

Si perdono sempre prima

da ricordarsi

Prima di far finta di non conoscersi

prima di dimenticare

amarsi

 

**********************

 

La femme racine

 


1.

Je t’ai laissé derrière 
Avec les chevaux, avec les fils du passé
Avec l’exil de nos rendez-vous manqués
Je l’ai fait pour me protéger
De cet amour qu’on nous a volé en silence
Laisse-moi dans ce calme
Entourée des mots qui sont restés
Je te confierai au mystère
De la bête et de sa lignée

 

...............

 

Te dejé atrás

Con los caballos, con los hilos del pasado
Con el exilio de nuestros encuentros fallidos
Lo hice para protegerme
De ese amor que nos fue arrebatado en silencio
Déjame en esta calma
Rodeada de las palabras que quedaron
Te confiaré al misterio
De la bestia y de su linaje

 

 

2.

J’ai toujours voulu être femme
Seule
Entourée de présences et de passages
Mais seule
Détachée de cette Racine
Faire de moi une patrie

 

..................

 

Siempre he querido ser mujer
Sola
Rodeada de presencias y de pasos
Pero sola
Desprendida de esa Raíz
Hacer de mí una patria 

 

 

3.

J’en ai assez de te voir t’éloigner,
De te laisser partir, de ne rien retenir.
J’ai déjà bien trop à porter :
Moi,
Et cet horizon sans fin.

Mais maintenant, soyons deux,
Mon félin d’amour,
Ma douce boule de velours,
Mon noir aux prunelles sombres,
Mon souffle léger, mon ombre.

Je ne te laisserai plus fuir,
Car sans toi,
Je ne sais plus ce qu’est l’amour.
Sans toi.

 

................

 

Ya estoy cansada de verte alejarte,
De dejarte partir, de no retener nada.
Ya cargo con demasiado:
Conmigo misma,
Y con este horizonte sin fin.

Pero ahora, seamos dos,
Mi felino de amor,
Mi dulce bola de terciopelo,
Mi negro de pupilas oscuras,
Mi respiro leve, mi sombra.

Ya no te dejaré huir,
Porque sin ti,
Ya no sé lo que es el amor.
Sin ti.

 

 


4.

Pour que le temps n'efface rien
Dans le silence où tout s’éloigne,
Je conserve des éclats de mémoire,
Visages, voix, parfums,
Que l’oubli n’ose contempler.

Le vent emporte ce qui tremble,
Les lieux, les mots, les amours,
Mais moi, je murmure et recueille en secret
Les instants tombés du temps.

 

................

 

Para que el tiempo no borre nada
En el silencio donde todo se aleja,
Guardo destellos de memoria,
Rostros, voces, esencias,
Que el olvido no se atreve a mirar.

El viento se lleva lo que tiembla,
Los lugares, las palabras, los amores,
Pero yo susurro, a solas reúno
Los instantes caídos del tiempo.

 

5.

Fille de mes yeux
Où es-tu, je ne te vois plus
Tu es là, dans les détails, dans l’immense
Dans l’amour que je te porte,
Fille de mes yeux

................

Niña de mis ojos
Dónde estás que no te veo
Ahí en las pequeñas cosas y en las grandes
En el amor que te profeso
Niña de mis ojos


Extracciones poéticas español, italiano y francés de Cristina Arribas González.