Omaggi (Homenajes) | Cristina Arribas González


OMAGGI ALEJANDRA TEHERÁN


SI CHIAMA UNA VOCE

- A Antonia, nei miei pensieri, sempre- Sardegna, 2009



Questa mattina mi sono svegliata con un brusio,

le crepe sono chiuse e il vetro si rompe all´interno

ma ho vissuto tante esistenze, non so chi morirà prima.

In questo mare non si sa dove restare,

ma porto le rughe di Aurora nel mio vestito.

Lei si china nello specchio,

vedo le sfumature della sua bocca

fra tutto ciò che è stato.

Aurora porta le rughe del mio vestito.


Ho scoperto come sono,

un mondo che ci parla con il suo urlo.

Sento la libertà della parola.

Sento la non-coscienza del riflesso.

Ho scoperto il flusso della morte,

la stagione del vetro

cadere in queste memorie di voce.

Tu che vedi le cose cadere fino a rompersi,

alzarsi tra le parole.

Tu che vedi il tempo nei miei occhi

con ombre, attaccata nel filo del camino,

prendi

l´aurora dal mio vestito.

Nell`ultimo sospiro amato

il cielo

si copre con tutte le sue morti

e mi abbraccia.

Sento il flusso del suo sangue

incatenato alle parole.

L`Uccello apre le sue ali

tra questo sussurro di morte

dove la mia vita crede svegliarsi.

La luce si avvicina all’ insonne

e come una stella fuggittiva

il giorno se ne va via.

Il cuore prende un suo sospiro

e già l’amore non sa respirare.





PAROLE

L’insonne cerca la sua vita

-Nel pensiero non c’è sonno-.

Questa mattina il dolore respira leggero.

Sono una donna che ha dimenticato il suo nome.

-Tuttavia Il dolore conosce il mio-.

Questa mattina mi sono svegliata con un brusio;

gli alberi cercano la ragione del vento,

e le campane dell’amore nella fermata.

-La finestra è aperta a tutti

anche al dolore-.


Sono dovuta morire per vedere la mia vita cadere

e come un riflesso di speranza la parola reinventare.

Ho scoperto il suono dell’alba nella morte.

Ho visto alcuni soffrire d’amore,

e l’eternità nei loro occhi.


Ho scoperto un mondo dentro lo specchio,

un mondo che ci parla con il suo urlo.

Ho scoperto il nome delle cose,

la vita nascosta tra il suo rumore.

Ho scoperto un mondo dallo specchio.

Sento la libertà della parola,

il senso della realtà persa.

Sento la non-coscienza del riflesso.

Ho scoperto il flusso de la morte,

la stagione del vetro,

la piuma de la sua voce.

******


El insomne busca su vida.

-En el pensamiento no hay sueño-.

Esta mañana el dolor respira ligero.

Soy una mujer que ha olvidado su nombre.

-Aunque todavía el dolor conoce el mío-.

Esta mañana me he despertado con un ruido;

los árboles buscando la razón del viento,

y las campanas del amor en la parada.

-La ventana está abierta para todos

también a mi dolor-.

He debido morir para ver mi vida caer

y como un reflejo de esperanza la palabra reinventar.

He descubierto el sonido del alba en la muerte.

He visto a muchos sufrir de amor,

y la eternidad en sus ojos.

He descubierto un mundo dentro de un espejo.

Un mundo que nos habla con su grito.

He descubierto el nombre de las cosas,

la vida escondida entre su rumor.

He descubierto un mundo en un espejo,

Siento la libertad de la palabra,

El sentido de la realidad perdida.


Siento la inconsciencia del espejo.

He descubierto el flujo de la muerte

en la estación del cristal.




ZITTO, IL SILENZIO

La parola che si esprime

tra le due parole,

questo è il posto

della natura nascosta.

Candele tra le mani

non c’è gigante che possa tormentarle

Affamate

Tra le nuvole di un giorno che finisce

******

La palabra se manifiesta

Entre ambas

Palabras

Este es el lugar

De la naturaleza oculta

Entre las manos velas

No existe un gigante que pueda atormentarlas

Hambrientos/hambrientas

Entre las nubes de un día que se marcha



PARTORIRE O MORIRE

Pensieri senza scarpe

freddo di spazi

legioni.

Arriveranno con il tuo nome

nel vuoto

degli occhi chiusi

brillano i sogni

Pace

delicata umidità sul soffitto

cadono i ricordi

gli aromi neri in bocca

Voce che non c`è più

specchio che voi cercate

Posto vuoto

pace

delicata

umidità del cuore

******

Pensamientos descalzos

Frío de espacios

legiones

Vendrán con tu nombre

En el lugar vacío

de los ojos cerrados

brillan los sueños

Paz

suave humedad en el techo

se desprenden los recuerdos

los aromas negros en la boca

Voz que ya no existe

espejo que usted busca

Lugar vacío

paz

delicada

humedad del corazón



*Homenajes, Omaggi (selección poética español e italiano), Cristina Arribas González.*


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